Il viaggio che mi ha cambiato la vita
- I viaggi come esperienze di vita
- avere 40 anni
- equilibrio o caos?
42 anni.
O, per essere precisi, ne compio 42 tra pochi giorni, ma ormai ci siamo.
E no, niente festone con amici che ti portano la torta con le candeline a sorpresa urlando “Aò,
ancora te regge bene eh!”.
Quest’anno li festeggio da sola, lontana da casa, lontana dai soliti noti, e da quella sicurezza affettiva che mi hanno dato luoghi, gattacci, persone…
Ma tranquilli, non sto a fare la tragica; mi sono fatta un regalo, uno di quelli seri e non il
classico massaggio al centro estetico o un’intera giornata a mollo in qualche stabilimento
termale.



Sono in Asia. E mica Asia tipo Istanbul, a riempire il canale Instagram del solito video sulle
mongolfiere in Cappadocia; no, no, Asia vera.
Di quelle che, quando ti svegli, non capisci se sei in un sogno o se stai ancora dormendo per
colpa del fuso orario che ti sballa pure la digestione.
Per farla breve: dopo aver trascorso quasi un mese tra Malesia e Vietnam, sono arrivata in
Giappone.
Quello dei ciliegi in fiore, dei treni che spaccano il secondo e non i cosiddetti, quello dei
distributori automatici che vendono di tutto, pure le mutande, non sto a scherza’!
E mentre me lo giro dal Sud al Nord per rientrare a casa da Tokyo, persa tra mille stazioni e
stazioncine, dove non capisco mai esattamente dove devo andare ma tutti ti sorridono e
anche se sembro anch’io uscita da qualche cartone Manga, come una delle protagoniste più
imbecilli, mi sono messa a riflettere su sto percorso mio.
Su chi sono, su cosa faccio, su come ci sono finita a vivere incastrata tra l’intuizione e la follia.
Perché diciamocelo: certe volte la mia testa sembra un laboratorio di esperimenti mentali più
che un posto dove si riposa.
La verità? La stabilità mi è sempre sfuggita come il parcheggio sul Lungotevere il sabato sera.
Ogni volta che pensavo di aver trovato un equilibrio, ecco che arrivava un terremoto emotivo, un cambiamento, un “ciao, è stato bello”.
E quindi, visto che la stabilità nella mia vita è più
rara di una metro B puntuale, ho deciso di cercarla nel lavoro degli altri. Magari, aiutandoli a
non incasinarsi come ho fatto io.
E mentre mangio sushi vero, che non è quello che ti vendono nei peggiori all you can eat,
dove il salmone è più contaminato della Terra dei Fuochi, penso: forse per una volta ho fatto la
scelta giusta.
Forse a 42 anni sto cominciando a capire che certe cose succedono proprio quando smetti di
aspettarle.
A 40 anni tutti si aspettano che ti ti senta realizzata...
Ma la verità è che oscilli tra successi e ostacoli come una ballerina sui sanpietrini.
Fai passi eleganti quando nessuno ti guarda e inciampi platealmente quando qualcuno decide di applaudire.
Ti rispecchi in queste parole.
Se ti piace, condividilo.