di PAMELA DEL MORO
Il dolore è il gran maestro degli uomini, sotto il suo soffio si sviluppano le anime.
Marie Von Ebner-Eschenbach
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Il dolore: come si può superare?
Quando si soffre ci si sente un po’ come se fossimo in cima ad una cascata, indecisi se buttarsi giù.
La paura di essere colpiti da una roccia, di annaspare nell’acqua e non riuscire a risalire equivale un po’ a guardare nel fondo di noi stessi: le nostre fragilità.
Il dolore è una delle emozioni che colpisce tutti in modi diversi: una fitta leggera, un po’ di amarezza, un dolore che va e viene, la normale sofferenza con cui conviviamo tutti i giorni, il dolore straziante della perdita.
Il rifiuto, la frase devastante che dice “è finita”.
È un dolore, unico che con l’età impari a riconoscere, parte in fondo allo stomaco e te lo ritrovi in testa, ti fa sentire come se stessi precipitando in un baratro e mentre una parte di te annaspa cercando di risalire l’altra ti prega:
“resta giù. lasciami andare, lasciami riposare, lasciami qui.”
Quando inizi a precipitare fino a toccare il fondo, vuoi restare lì, inerme, cibo e acqua diventano superflui e perfino respirare ti sembra una tortura.
Il respiro diventa sempre più lento, guardi quell’ombra che resta di te stesso e l’unica cosa che vorresti è qualcuno che spenga la luce.
Ed io trovo che questo bisogno di stare un po’ per terra sia necessario per una ripresa consapevole. Questo anestetizzarci per non sentirlo, questo uscire a tutti i costi, fingere di star bene, pubblicare sui social il nostro stato d’animo.
Fare sesso. Ma non l’amore. A che serve?
Il dolore non si cancella, non si anestetizza.
A volte, anche dopo anni, può tornare all’improvviso come un pugno nello stomaco: nausea, conati, depressione, nostalgia, ti assalgono anche se fai di tutto per non sentirli.
Finchè, un giorno senza che tu te ne renda nemmeno conto, inizi ad alzarti, il respiro si fa più regolare, il cibo inizia ad assumere un nuovo sapore.
Quella fiamma quasi morta che ti tiene appesa e che ti costringe a sentirlo ancora quel dolore ti spinge ad uscire fuori dall’acqua, a cercare l’aria; ed è così che piano piano impari a conviverci, fino a sentirlo sempre di meno.
Come si fa supera il dolore?
Accettare che esista, che è lì, che fa parte di te. Vivere il qui e ora e fare i conti con sè stessi.
Imparare a regolare il respiro, ascoltare come cambia.
Come riempirlo?
Con il tempo, si trova sempre qualcosa di valore, qualcosa di nuovo che ci lascia stupiti e senza fiato, qualcosa di veramente buffo che ci fa tanto ridere.